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RONCARO


  LE STRADE

Roncaro è oggi raggiungibile percorrendo la "strada panoramica" che corre sulle colline sovrastanti la strada Regina (strada napoleonica del Sempione): questo tracciato moderno, che segue il dolce andamento di più antichi percorsi, conduce direttamente all'abitato e poco più avanti si interrompe. Prima della costruzione napoleonica del Sempione, forse già in epoca romana nel caso della "strada panoramica", l'abitato era collegato ad una rete viaria, in molti tratti riutilizzata ed in parte abbandonata: via Prati Belli oggi corre fino all'autostrada e lì si interrompe; la mulattiera prosegue la linea ideale della "strada panoramica" in direzione di Stresa. Da Roncaro verso sud la strada probabilmente toccava Meina, Solcio, Villa Lesa, Lesa, Belgirate, Stresa e forse Carciano; a nord proseguiva verso Romanico per poi finire in Baveno.

 

  IL NUCLEO STORICO



Il gioco degli scalpellini inciso in una lastra di granito a Roncaro

Poche case compongono il nucleo antico di questo abitato che domina una porzione di lago: molte di esse sono state restaurate di recente ed hanno un effetto scenografico caratteristico, mantenendo evidente la loro struttura non moderna.
La casa di fronte alla chiesa, con portale che reca la data 1790, veniva chiamata "casa del signore": sul muro esterno è ancora ben conservato un affresco datato 1765, raffigurante una Madonna trafitta da sette spade, tipica raffigurazione della Madonna Addolorata o dei sette dolori ovvero delle sette spade.


Nella stessa casa è conservata una lastra di pietra di circa 150x80 cm con coppelle e incisione di un gioco.

 

  LA CHIESA DELLA B.V. ADDOLODARA

Lo stesso tema dell'Addolorata ricompare anche in un brano di S. Bernardino da Siena, scritto sul frontone del portico della chiesa, costruito negli anni Venti dell'Ottocento riutilizzando le colonne di granito provenienti dalla chiesa di Stresa. Una data sul fianco dell'edificio, 1888, ricorda restauri ed ulteriori rifacimenti.
Il corpo centrale della chiesa è a navata unica e mantiene la struttura tipica delle chiese rurali di questa zona: pianta pressocchè rettangolare, senza abside, con campanile addossato al corpo centrale, costruito nel 1830 con rifacimenti nel 1864. E' interessante rilevare la posizione della torre campanaria a ridosso della facciata anzichè sul retro. Ma la piccola chiesa è forse di fondazione più antica delle datazioni riportate: già nel 1761, infatti, in un memoriale, si ricordava la costruzione di un oratorio in onore della Madonna Addolorata che era oggetto di particolare devozione da parte della popolazione.

 

  VILLA CAROSIO

La villa, ora trasformata in residence, porta la firma di uno dei più importanti architetti del liberty italiano, Giuseppe Sommaruga (1867-1917). I lavori di realizzazione durarono due anni (1908-09); l'intero arredo della villa - rimasto in loco fino agli anni '70 - venne affidato ad Eugenio Quarti, famoso ebanista molto in voga in quel periodo, che collaborò strettamente almeno in questo progetto col Sommaruga, riuscendo nel difficile compito di ambientazione dei monumentali spazi interni realizzati dall'architetto.


Particolare Liberty dei Terrazzi


La villa, collocata in posizione panoramica ed elevata, è a tre piani con torretta; la planimetria interna si sviluppa intorno al nodo centrale, costituito dalla sequenza atrio/scalone - salone - sala da pranzo, adottata già in palazzine di città. Il desiderio dell'architetto di infrangere i limiti imposti dai muri si realizza mediante logge, bow-window, balconi e terrazzi quali cannocchiali prospettici verso il paesaggio circostante.
In questa villa il Sommaruga tocca il culmine dell'intensità espressiva nel trattamento del cemento plastico che decora gli esterni: non si hanno infatti - come nella vicina Villa Galimberti di Stresa - efflorescenze incontrollate, quasi sfacciate, ma prepotenti incastri di volumi astratti, sorta di volute sempre più irregolari e intrecciate tali da far presupporre la conoscenza di Boccioni e che diventano sigla irripetibile e peculiare del Sommaruga.
La villa testimonia il gusto dell'alta borghesia imprenditoriale di inizio secolo che - mossa da esigenze di modernità e rappresentatività - si rivolge all'architettura liberty - sia in città sia in luoghi di villeggiatura - come espressione di un vero e proprio status simbol dal momento che evidenzia alti investimenti di capitale.
In seguito al pesante intervento di destinazione a residence, solo il pianterreno e lo scalone non hanno subito modifiche.


 



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